Verso la tutela delle acque in Puglia


La Direttiva quadro in materia di acque (2000/60/CE) ha istituito i “Piani di Tutela delle Acque” (PTA) come strumenti finalizzati al raggiungimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici e più in generale alla protezione dell’intero sistema idrico superficiale e sotterraneo, obiettivi da raggiungere entro la fine del 2015.

Con questo articolo vorrei socializzare un tentativo – fatto un paio di anni fa – di riassumere i punti cardine del PTA, cercando di evidenziare le questioni peculiari riguardo le azioni e le misure di salvaguardia già in vigore dall’agosto del 2007, data della sua prima approvazione.

La Regione Puglia infatti, con DGR 883/2007 aveva già approvato il Progetto di PTA, elaborato con il supporto della SOGESID. Lo stesso provvedimento prevedeva che dal 18/08/2007 (30 gg dalla pubblicazione) e fino alla definitiva approvazione del Piano, tutti i soggetti pubblici e privati sono tenuti ad applicare quanto previsto dalle “Prime Misure di Salvaguardia”, che hanno carattere di prescrizione. Misure volte alla protezione urgente delle risorse idriche sotterranee, in uno stato di criticità estremo dovuto alle pressioni antropiche che hanno portato ad un loro generale depauperamento e alla salinizzazione della falda lungo le fasce costiere.

Il territorio sottoposto alle suddette misure di salvaguardia corrisponde a quasi la metà di quello regionale (Tavv. A e B del PTA), implicando notevoli limitazioni per moltissime attività che vi si svolgono.

La DGR 883/2007 imponeva anche venisse espletata dalla stessa Regione una fase consultiva riguardo i contenuti del Piano, durante la quale i Comuni pugliesi, altri soggetti pubblici interessati a vario titolo e gli stessi cittadini erano chiamati ad effettuare osservazioni. Di recente conclusa la consultazione, con DGR 1441/2009 la Regione ha integrato il PTA alla luce della valutazione delle integrazioni proposte, trasmettendo il Piano stesso al Consiglio Regionale per la sua definitiva approvazione, avvenuta nella seduta del 20/10/2009 (aggiornamento ad ottobre 2009).

Il Progetto di PTA, così come approvato dalle DDGR 883/2007 e 1441/2009, è costituito da:

  1. Relazione di Sintesi non tecnica (All. 1 alla DGR 1441/2009);
  2. Relazione Generale (download – password PDF pugliapta);
  3. Allegati Tecnici alla Relazione (download);
  4. Cartografia di Piano – Tavole Tecniche (download).

Le disposizioni vincolanti attualmente in vigore

Ad oggi, i vincoli derivanti dai due provvedimenti citati sono di fatto unicamente le “Prime Misure di Salvaguardia” e vigenti come detto già dal 18/08/2007 fino all’approvazione definitiva del PTA da parte del Consiglio Regionale. Da quella data entreranno poi in vigore le “Misure di Tutela” individuate nello stesso Piano (un fantomatico Allegato Tecnico n. 14 del quale però non c’è alcuna traccia nella documentazione ufficiale) finalizzate a conseguire, entro il 22 dicembre 2015, gli obiettivi di qualità ambientale ex art. 76, comma 4, del D. Lgs. n. 152/2006.

Le “Prime Misure di Salvaguardia” (All. 2 alla DGR 883/2007) previste sono di tre tipi:

  1. Misure di tutela quali-quantitativa dei corpi idrici sotterranei (Tav. B della Relazione del PTA).
  2. Misure di salvaguardia per le Zone di Protezione Speciale idrogeologica (Tav. A Relazione PTA).
  3. Misure d’intervento integrative che riguardano un tratto della condotta AQP (Fig. 1A e 1B All. 2c alla DGR 883/2007).

In particolare, fino a che il PTA non verrà definitivamente approvato, le Amministrazioni Pubbliche devono comunque tener conto delle indicazioni contenute nel Piano di Tutela adottato, in merito:

  • all’autorizzazione di interventi di trasformazione del territorio che siano in contrasto con le previsioni del Piano adottato o tali da comprometterne o renderne più gravosa l’attuazione;
  • all’approvazione di strumenti sottordinati di pianificazione territoriale ed urbanistica che siano in contrasto con le previsioni del Piano adottato.

Approfondiamo ora le peculiarità di ciascuna delle tre misure di salvaguardia citate.

Per ciascuna zona individuata dalle Tavole A e B, negli Allegati 2a e 2b (erroneamente citati come 4a e 4b nel testo del provvedimento) vengono cartografate nel dettaglio le aree a livello di Foglio di mappa catastale, comune per comune.
Per comprendere come questi vincoli ci interessino direttamente, provo di seguito a riassumere brevemente quanto previsto da ciascun livello di salvaguardia.

1. Misure di tutela quali-quantitativa dei corpi idrici sotterranei

Individuano delle “aree di vincolo d’uso degli acquiferi” (Tav. B della Relazione del PTA) dettagliate a livello di foglio di mappa catastale nell’Allegato 2a (erroneamente citato come 4a nel testo del provvedimento) per i 4 grandi distretti idrogeologici pugliesi.

TAV_B_AREE DI VINCOLO D'USO DEGLI ACQUIFERI1

1.2 Tavoliere

In questo distretto vengono individuate “aree di tutela quantitativa” (vedi All. 2a, Tab. 1 e Figg. da 1 a 4) sottoposte a stress per eccesso di prelievo, nelle quali è sospeso il rilascio di concessioni per usi irrigui, industriali e civili non potabili. Una misura drastica dunque.

1.2 Acquifero carsico della Murgia – fascia costiera Adriatica e Jonica

Qui vengono invece individuate “aree interessate da contaminazione salina” (All. 2a, Tab. 2 e Figg. da 5 a 12) nelle quali vigono le seguenti prescrizioni:

  1. E’ sospeso il rilascio di nuove concessioni per il prelievo di acque dolci di falda da utilizzare a fini irrigui o industriali.
  2. E’ consentito il prelievo condizionato di acque marine di invasione continentale per usi produttivi (itticoltura, mitilicoltura) e per impianti di scambio termico o dissalazione.
  3. In sede di rinnovo della concessione (presumo quelle già rilasciate, perchè nuove non ce ne possono essere), devono essere sottoposte a verifica le quote di attestazione dei pozzi al di sotto del livello mare, con l’avvertenza che le stesse non risultino superiori a 25 volte il valore del carico piezometrico in quota assoluta (riferita al l.m.m.).
  4. In sede di rinnovo della concessione, nel determinare la portata massima emungibile occorre considerare che la stessa non determini una depressione dinamica del carico piezometrico assoluto superiore al 50% del valore dello stesso carico e comunque
    tale che le acque estratte abbiano caratteristiche qualitative compatibili con le caratteristiche dei terreni e delle colture da irrigare
    (presumo con una relazione agronomica).

E ulteriori “aree di tutela quali-quantitativa” (vedi All. 2a, Tab. 3 e Figg. da 5 a 12) nell’ambito delle quali:

  1. In sede di rilascio di nuove autorizzazione alla ricerca, andranno verificate le quote previste di attestazione dei pozzi al di sotto del livello mare, con il vincolo che le stesse non risultino superiori a 25 volte il valore del carico piezometrico espresso in quota assoluta (riferita al l.m.m.).  A tale vincolo si potrà derogare nelle aree in cui la circolazione idrica si esplica in condizioni confinate al di sotto del livello mare. Di tale circostanza dovrà essere data testimonianza nella relazione idrogeologica a corredo della richiesta di autorizzazione.
  2. In sede di rilascio o di rinnovo della concessione, nel determinare la portata massima emungibile, si richiede che la stessa non determini una depressione dinamica del carico piezometrico assoluto superiore al 60% del valore dello stesso carico e che i valori del contenuto salino (residuo fisso a 180°C) e la concentrazione dello ione cloro (espresso in mg/l di Cl-) delle acque emunte non superino rispettivamente 1 g/l o 500 mg/l.

1.3 Acquifero carsico del Salento

Anche qui abbiamo “aree interessate da contaminazione salina” (All. 2a, Tab. 4 e Figg. da 13 a 20) nelle quali vigono le stesse prescrizioni che per il precedente punto 1.2, salvo che le quote di attestazione dei pozzi devono essere inferiori a 20 volte il carico piezometrico e una depressione dinamica inferiore al 30%. Anche per le “aree di tutela quali-quantitativa” (All. 2a, Tab. 5 e Figg. da 13 a 20) le prescrizioni sono analoghe a quelle di 1.2, fatta eccezione per le quote di attestazione dei pozzi, che devono essere inferiori a 20 volte il carico piezometrico, e la depressione dinamica inferiore al 30%.

1.4 Acquifero carsico del Gargano

Qui abbiamo solo “aree interessate da contaminazione salina” (All. 2a, Tab. 6 e Figg. da 21 a 23), nelle quali vigono le stesse prescrizioni di cui ai precedenti distretti, salvo che le quote di attestazione dei pozzi devono essere inferiori a 30 volte il carico piezometrico e una depressione dinamica inferiore al 30%.

2. Misure di salvaguardia per le Zone di Protezione Speciale idrogeologica

Si tratta di prescrizioni volte a tutelare comparti fisico-geografici del territorio meritevoli di tutela perché di strategica valenza per l’alimentazione dei corpi idrici sotterranei, le “Zone di Protezione Speciale” idrogeologica (ZPS), di cui alla Tav. A del Piano di Tutela delle Acque.

TAV_A_ZPS-Idrogeologica1 Le ZPS sono di tre tipi: A, B e C e nell’All. 2b vengono dettagliate a livello di foglio di mappa catastale.

2.1 Misure di salvaguardia per le ZPS idrogeologica di Tipo “A”

Individuate (All. 2b, Tab. 1 Figg. da 1 a 5) sugli alti strutturali centro-occidentali del Gargano, su gran parte della fascia murgiana nord-occidentale e centrorientale, sono le aree afferenti ad acquiferi carsici complessi ritenute strategiche per la Regione Puglia in virtù del loro essere aree a bilancio idrogeologico positivo, a bassa antropizzazione ed uso del suolo non intensivo.

2.2 Misure di salvaguardia per le ZPS idrogeologica di Tipo “B”

Aree a prevalente ricarica afferenti anch’esse a sistemi carsici evoluti (caratterizzati però da una minore frequenza di rinvenimento delle principali discontinuità e dei campi carsici, campi a doline con inghiottitoio) e interessate da un livello di antropizzazione modesto ascrivibile allo sviluppo delle attività agricole, produttive, nonché infrastrutturali.

Zone “B1” (All. 2b, Tab. 2 Figg. da 6 a 7), sono aree ubicate geograficamente a sud e SSE dell’abitato di Bari, caratterizzate da condizioni quali-quantitative dell’acquifero afferente sostanzialmente buone, e pertanto meritevoli di interventi di controllo e gestione corretta degli equilibri della risorsa.

Zone “B2” (All. 2b, Tab. 3 Fig. 8), l’area individuata geograficamente appena a nord dell’abitato di Maglie (nella cui propaggine settentrionale è ubicato i il centro di prelievo da pozzi a uso potabile più importante del Salento), interessata da fenomeni di sovrasfruttamento della risorsa.

2.3 Misure di salvaguardia per le ZPS idrogeologica di Tipo “C”

Individuate a SSW di Corato-Ruvo e a NNW dell’abitato di Botrugno, sono aree a prevalente ricarica afferenti ad acquiferi strategici, in quanto risorsa per l’approvvigionamento idropotabile, in caso di programmazione di interventi in emergenza.

Di seguito vengono riassunte, per una più facile lettura, le misure di salvaguardia per ogni tipologia di ZPS.

ZPS Misure di salvaguardia, è vietato:
A, B1, B2 la realizzazione di opere che comportino la modificazione del regime naturale delle acque (infiltrazione e deflusso), fatte salve le opere necessarie alla difesa del suolo e alla sicurezza delle popolazioni;
A, B2 l’apertura e l’esercizio di nuove discariche per rifiuti solidi urbani non inserite nel Piano Regionale dei Rifiuti;
A, B1, B2 lo spandimento di acque di vegetazione, fanghi e compost;
A la realizzazione di impianti e di opere tecnologiche che alterino la morfologia del suolo e del paesaggio carsico;
A, B1, B2 la trasformazione dei terreni coperti da vegetazione spontanea, in particolare mediante interventi di dissodamento e scarificatura del suolo e frantumazione meccanica delle rocce calcaree;
A la trasformazione e la manomissione delle manifestazioni carsiche di superficie;
A l’apertura di impianti per allevamenti intensivi ed impianti di stoccaggio agricolo, così come definiti dalla normativa vigente nazionale e comunitaria;
A la captazione, le adduzioni idriche, le derivazioni e la realizzazione di nuovi depuratori;
A, B2 l’utilizzo di fitofarmaci e pesticidi per le colture in atto;
A, B1, B2 cambiamenti dell’uso del suolo, fatta eccezione per l’attivazione di opportuni programmi di riconversione verso metodi di coltivazione biologica.
C rilascio di nuove concessioni per opere di derivazione;
vincolo di protezione assoluta per le aree occupanti una fascia di 500m a dx e a sx del tracciato del Canale Principale dell’AQP.

3. Misure d’intervento integrative

Istituiscono un vincolo di protezione assoluta per un’area buffer di 500 m a destra e sinistra del tracciato del “Canale Principale dell’AQP” in una zona della Murgia, fra Altamura e Andria, con l’obiettivo di poter riservare le risorse dell’acquifero sott ostante a provvedimenti emergenziali di prelievo della risorsa idrica (All. 2c, Figg. 1, 1A e 1B).

Misure_Integrative

4. Le linee guida per i Regolamenti di attuazione del PTA

Come detto la DGR 1441/2009 approva un ulteriore importante documento, si tratta delle “linee guida” per la redazione dei Regolamenti di attuazione del Piano, una volta questo verrà approvato in Consiglio Regionale. Di seguito vengono riportati i contenuti disciplinari che ciascuno di essi conterrà:

  1. Disciplina degli insediamenti o delle attività ricadenti all’interno delle zone di rispetto delle opere di captazione per l’approvvigionamento di acque destinate al consumo umano, ai sensi dell’art. 94, commi 5 e 6, del D.Lgs.152/06 e s.m.i.
  2. Disciplina degli scarichi di acque reflue domestiche o assimilate alle domestiche di insediamenti di consistenza inferiore ai 10.000 abitanti equivalenti, campeggi o villaggi turistici, ad esclusione degli scarichi urbani già regolamentati dal Servizio Idrico Integrato.
  3. Disciplina delle acque meteoriche di dilavamento e di prima pioggia.
  4. Disciplina della realizzazione e della gestione dei recapiti finali.
  5. Disciplina della progettazione degli adeguamenti e della gestione degli impianti di depurazione a servizio degli agglomerati.
  6. Disciplina per la gestione e lo smaltimento dei fanghi di depurazione.
  7. Disciplina delle Zone di Protezione Speciale idrogeologica.
  8. Disciplina degli impianti di riutilizzo delle acque reflue depurate.
  9. Disciplina della procedura di rilascio delle concessioni di derivazione di acqua pubblica.

Sarà una regolamentazione che metterà finalmente ordine in una normativa ad oggi scaturita esclusivamente dalla gestione emergenziale che la Puglia vive, sia in materia di acque che di rifiuti, ormai da molti, troppi anni.

5. Considerazioni finali

Ho cercato di essere breve (difficilissimo con questo tipo di normativa!), ma al tempo stesso di fornire gli elementi chiave per comprendere quali siano ad oggi i vincoli in vigore in materia di tutela delle acque, sostanzialmente le “prime misure di salvaguardia”, così come focalizzare l’attenzione sui provvedimenti che verranno a seguito dell’approvazione definitiva del PTA, ovvero le “linee guida” di cui al precedente paragrafo.

Insomma, pare finalmente la Regione Puglia stia seriamente procedendo verso una autentica tutela della risorsa idrica – del resto abbiamo uno degli acquedotti più grandi del mondo – a 25 anni dall’approvazione dell’obsoleto e mai aggiornato Piano Regionale di Risanamento delle Acque, approvato con L.R. 24/1983.

Mi preme comunque far presente una seria contraddizione da parte delle Regione Puglia. Da un lato si procede verso l’adozione del PTA, dall’altro si continua a prorogare il termine per la sanatoria dei pozzi per l’utilizzo di acque sotterranee (L.R. 18/1999) di anno in anno. La L.R. 10/2009 di Bilancio l’ha fissato al 31 dicembre 2009. Ci si auspica che questo sia davvero l’ultimo.

Rimangono inoltre serissimi problemi riguardo la reale cognizione sia per i cittadini che per gli Enti Pubblici, soprattutto i Comuni, del precario stato delle risorse idriche superficiale e sotterranea, quest’ultima l’unica vera fonte di approvvigionamento che la Puglia realmente possiede. Vi invito infatti a leggere il Capitolo 6 della Relazione di Sintesi del PTA (All. 1 alla DGR 1441/2009) dal titolo “Stato ambientale attuale e obiettivo”, nel quale vengono mostrate le attuali classi di qualità del corpi idrici pugliesi e quelle da raggiungere entro il 2015.

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Legenda per la classificazione dello stato qualitativo

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Legenda per la classificazione dello stato quantitativo (SQUAS)


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Acque destinate alla balneazione

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Le linee guida per i Regolamenti di attuazione del PTA

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32 thoughts on “Verso la tutela delle acque in Puglia

  1. CIAO A TUTTI, VOLEVO SAPERE SE SONO DISPONIBILI LE PERIMETRAZIONI DELLE ARRE BALNEABILI IN FORMATO SHP DELLA PUGLIA. HO VERIFICATO CHE NEL “PORTALE DELLE ACQUE” SONO VISUALIZZABILI MA NON SCARICABILI. DAL SITO DELL’ARPA è POSSIBILE DESUMERE SOLO I PUNTI DI MONITORAGGIO.

    GRAZIE
    MARIATERESA

  2. Innanzitutto complimenti per l’articolo, vorrei chiedere se, il regolamento di attuazione del PTA, è stato poi emanato? dove posso trovare le modalità di gestione delle ZPSI?

  3. Gradirei sapere in merito all’adozione del PTA , se questo, attualmente, abilti le PA, attualmente, a mantenere in uso pozzi perdenti (profondità 7 metri) per smaltimento di acque piovane urbane, Nella cartografia del PUG di un comune del salento (trepuzzi) la falda superficiale è riportata a circa 10 metri dal p.c. (a degradare verso l’adriatico) senza però interessare il centro abitato ma solo la parte esterna a N-NO e O-NO. Questo è possibile? oppure è un omissione per mancanza di dati (lo strato roccioso sottostante l’abitato, in generale è sabbioso o in carparo?
    Diversamente le acque scaricherebbero in falda con i loro inquinanti!!!
    Non sono un geologo e vorrei avere ragguagli in merito. Grazie

    • Il PTA si applica a eventuali nuovi pozzi, dunque opere pregresse non dovrebbero essere soggette ai vincoli previsti dal Piano.

      Riguardo la situazione della falda da lei citata per Trepuzzi, purtroppo non sono in grado di darle chiarimenti, non conoscendo la situazione specifica. Se vuole approfondire la cosa, dovrebbe interpellare qualche geologo della zona, può trovare nominativi e indirizzi sull’albo degli iscritti all’Ordine Regionale dei Geologi, che trova cliccando qui. Al momento però non trova indirizzo e recapiti dei colleghi, poiché per motivi di privacy l’Ordine sta procedendo a un nuovo censimento.

      A sua disposizione per ulteriori quesiti.

  4. Pietro e geologi tutti, ma se il mio intervento ricade in area ZPSI “A” devo inviare il progetto al Settore Acque-Regione Puglia?se io considero la DGR 230/2009, essa contiene, in allegato, le linee guida per la redazione dei regolamenti del PTA.Si parla in qst allegato di Soggetto incaricato per la gestione del piano di tutela bla bla che può dare prescrizioni e bla bla bla..ora mi chiedo: quali sono i regolamenti del PTA?e il Soggetto incaricato è la Regione Puglia?

    • Mimma, grazie per aver sollevato la questione, perché è un’utile occasione per aggiornare l’argomento.

      Quando scrissi questo articolo non erano ancora state emanate la DCR 230/2009 (link) – che tu stessa citi – di approvazione definitiva del PTA né la successiva DGR 293/2010 (link) che istituisce l’Autorità di Gestione del Piano, individuata nella persona del Dirigente pro-tempore del Servizio Regionale Tutela delle Acque.

      Dunque il nostro interlocutore in materia di PTA è tale Dirigente (link).

  5. Pingback: Macché sitibonda Puglia! « Un blog di "Alternativa Geologica"

  6. Pingback: Il 2010 di AlterGeo « Un blog di "Alternativa Geologica"

  7. Grazie per la risposta “politically correct”,ma intanto qui c’è stata una scarsa informazione mediatica(chissà perchè??a pensar male si fa peccato ma ci si azzeca,diceva uno che la sapeva lunga).Io personalmente e tanti turisti che verranno in vacanza nei trulli nella valle d’itria di certo non useremo l’acqua per irrigare i campi,ma bensì “lavarci”,perchè per bere e cucinare bisogna usare l’acqua minerale,dato che non siamo raggiunti dal servizio del AQP e l’acqua dei pozzi artesiani non è un granchè.Allora caro Blu come facciamo io mia moglie e i nostri due bambini a lavarci la faccia la mattina,dato che la doccia tutti i giorni non ce la possiamo permettere,sia per il freddo d’inverno perchè usiamo solo un termocamino costosissimo(per quello che costa la legna)e sia per il costo dell’acqua(40euro ogni 20gg.)e sia per lo svuotamento del pozzo nero(100euro mensili).Da questo puoi dedurre che siamo nella merda e non abbiamo l’acqua per lavarci..Komelamettiamo?!Scusa lo sfogo ma se il buongiorno si vede dal mattino..forza nichi,forza INTER,abbasso i fondamentalismitaliani.Buonanotte e grazie ancora.

    • Cosimo, per quel che vale, hai tutta la mia solidarietà. Posso solo immaginare gli enormi disagi che la tua famiglia vive quotidianamente…
      La scelta di vivere in campagna penso abbia i suoi pro e i suoi contro. La realizzazione della rete idrica fa parte delle cosiddette “opere di urbanizzazione primaria”, ed è di competenza dei Comuni. Si tratta a mio avviso dunque di un problema di ordine amministrativo. Di certo avrai chiesto chissà quante volte al tuo Comune di poter ottenere l’allacciamento all’AQP, vero?
      Come dicevo, si tratta di problemi complessi, non tanto perchè di difficile soluzione tecnica, quanto di impossibile soluzione burocratica. Sta di fatto che la falda va tutelata, la Valle d’Itria rientra nelle cosiddette Zone di tutela quali-quantitativa. Gli usi domestici sono salvaguardati comunque, quindi si può continuare ad approvvigionarsi di acqua dalla falda almeno per lavarsi. Sulla qualità e quantità delle acque, beh, è proprio questo il problema, e l’unica soluzione è a lungo termine e prevede divieti ferrei.

  8. salve,mi piacerebbe sapere come si fa ad approvigionarsi d’acqua neele campagne della valla d’itria,visto che le varie autobotti non sanno dove approvigionarsi e noi siamo praticamente a secco!!Cha fare??Infinitamente grazie a chi può darmi delle delucidazioni in merito.

    • Cosimo, la tua è una classica domanda delle cento pistole…

      Da un lato la situazione di depauperamento della falda è dovuta proprio al sovrasfruttamento scriteriato che se n’è fatto. Dall’altro il PTA cerca di risolvere problemi giganteschi con misure necessariamente drastiche.

      Certo poi, come tu dici: noi l’acqua da dove l’andremo a prendere? I divieti da soli non risolvono nulla, e infatti bisognerebbe far anche capire alla gente che l’acqua è sì una risorsa rinnovabile, ma con tempi molto molto lunghi. E attuare interventi che cerchino di trovare soluzioni a lungo termine, come ad esempio molto banalmente il risparmio della risorsa e il riuso della acque in agricoltura.

      La Regione qualcosa l’ha messa in movimento, ma ognuno di noi deve fare la propria parte, come cittadini quando ci facciamo una doccia o laviamo i piatti, e come agricoltori che cercano di dare un contributo chiedendo il riuso delle acque reflue.

      La questione, comunque non ha un’unica soluzione…

  9. CIAO A TUTTI, VOLEVO SAPERE SE SONO DISPONIBILI LE PERIMETRAZIONI DEGLI AGGLOMERATI E DELLE AREE URBANE IN FORMATO SHP DELLA PUGLIA.

  10. Mi associo ai complimenti di chi mi ha preceduto.
    Una spiegazione davvero chiara ed esauriente, esempio di quello che dovrebbe essere la “vera” comunicazione al pubblico.
    Sono, da poco, un addetto ai lavori ed ho trovato l’articolo una sintesi utile per la divulgazione di una disciplina relativamente recente e piuttosto complessa.
    A completamento dell’articolo, suggerirei giusto di aggiungere una legenda, che illustri il significato di ciascuna delle classi identificative dello stato quantitativo delle acque sotterranee (A,B,C,D,E)
    Lo trovi alla pag.21 del documento disponibile al link seguente, sul sito della Regione Puglia:

    http://www.regione.puglia.it/www/web/files/tutela_acque/Forum_15_dicembre_2009_PGA_versione_di_stampa.pdf

    Si tratta di materiale presentato in occasione di un Forum tenutosi a Bari lo scorso 15 dicembre, sul Piano distrettuale di Gestione delle Acque.

    Ciao e complimenti ancora

    Antonio

    • Molte grazie anche a te Antonio, per i complimenti ma soprattutto i preziosissimi suggerimenti.

      Ho provveduto ad aggiungere anche una tabella esplicativa per l’indice SQUAS.

      A presto

    • Funzionavano fino a poco tempo fa… evidentemente hanno cambiato la collocazione sul sito web della Regione.
      Ora li ho aggiornati.

      Grazie per la segnalazione 😉

  11. Complimenti per la chiarezza. Hai dato un contributo a chiarire il PTA. Io ho partecipato alla stesura e ho scritto la relazione di sintesi e ogni giorno ricevo richieste di chiarimenti. Da oggi li rimando al tuo articolo.

    • Ti ringrazio molto per i complimenti.
      Ogni tuo contributo, magari anche in forma di commento tecnico, sarà sempre il benvenuto.
      Un blog che non si arricchisce del prezioso parere dei visitatori, non serve a niente.

      Alla prossima dunque,
      Pietro

  12. Leggersi queste delucidazioni, chiarimenti, puntualizzazioni … chiamale come vuoi … equivarrebbe a non so quanto corsi visti dalle nostre parti con tanto di accredito APC!!!

    • Sei troppo buono… scrivendo questi post cerco di fare innanzitutto chiarezza a me stesso, mi piace poi condividere le mie considerazioni con il resto del mondo.
      Ecco perchè credo in questo blog: può essere un punto di incontro e di discussione.

      Alla prossima e grazie ancora Franco,
      Pietro

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