Dove vanno le energie rinnovabili in Italia…


L’11 giugno scorso il Ministero dello Sviluppo Economico ha approvato il “Piano di azione nazionale per le energie rinnovabili” redatto ai sensi della Direttiva 2009/28/CE, che verrà trasmesso alla Commissione Europea il 30 giugno per i connessi adempimenti. Fino a tale data è possibile effettuare delle osservazioni, sebbene in meno di 20 giorni sia ridicolo pretendere di riuscire a farne in maniera circostanziata… ah, la “fretta”!

Qui potete leggere il comunicato stampa dello stesso Ministero, che afferma tra le altre cose

Entro il 2020 il nostro Paese conta di coprire con le fonti energetiche rinnovabili il 17% dei consumi energetici nazionali, in linea con le indicazioni europee.

[…]

Il Piano di azione nazionale contiene e descrive l’insieme delle misure (economiche, non economiche, di supporto, di cooperazione internazionale) necessarie per raggiungere gli obiettivi, prevedendo di intervenire sul quadro esistente dei meccanismi di incentivazione (quali, per esempio, i certificati verdi, il conto energia, i certificati bianchi, l’agevolazione fiscale per gli edifici, l’obbligo della quota di biocarburanti, …) per incrementare la quota di energia prodotta rendendo più efficienti gli strumenti di sostegno, in modo da evitare una crescita parallela della produzione e degli oneri di incentivazione, che ricadono sui consumatori finali, famiglie ed imprese.

È inoltre prevista dal Piano l’adozione di ulteriori misure trasversali, ovvero quelle volte alla realizzazione delle condizioni necessarie alla rimozione o attenuazione di talune barriere correlate, in particolare, ai procedimenti autorizzativi, allo sviluppo delle reti di trasmissione e distribuzione per un utilizzo intensivo/intelligente del potenziale rinnovabile, alle specifiche tecniche di apparecchiature e impianti, alla certificazione degli installatori. Si tratta di barriere di grande rilevanza, e che fanno sì che l’indice di efficacia delle politiche nazionali risulti ancora troppo basso nonostante l’elevato livello degli incentivi.

[…]

Ad ogni modo, a questo link è possibile scaricare il Piano, mentre a questo link una sua sintesi.

Se da un lato il Governo italiano si pone obiettivi di incremento della produzione di energia da rinnovabili varando questo Piano, dall’altro lato sembra che di fatto ne metta in crisi lo sviluppo, andando a minare uno dei sistemi per la loro incentivazione che esiste da anni: quello dei certificati verdi. Per approfondire la questione, consiglio vivamente di leggere la notizia passata da ecoblog.it dell’allarme lanciato dall’ex ministro per l’Ambiente Edo Ronchi.

Sempre di oggi è poi un interessante articolo comparso su greenews.info nel quale, partendo da uno studio effettuato dall’Associazione Studi e Ricerche per il Mezzogiorno intitolato “Energia e territorio”, vengono fatte considerazioni sulla geografia della produzione di energia da rinnovabili e individuate alcune delle problematiche alla base del loro sviluppo e diffusione, come ad esempio quello delle infrastrutture, con una rete di trasmissione più efficiente al Nord e via via meno scendendo verso Sud. O ancora il mancato consolidamento della filiera per le imprese che investono in rinnovabili, con scarsi investimenti in innovazione tecnologica che costringono l’Italia a importare buona parte della tecnologia riguardante l’eolico e il fotovoltaico, con conseguenti costi elevati per singolo impianto.

E’ utile però tornare sul Piano approvato dal Governo, partendo dagli obiettivi previsionali proiettati al 2020 che questo si dà per quanto riguarda percentuali e quantitativi prodotti per fonte rinnovabile, riassunti nel grafico seguente.

Produzioni lorde di energia elettrica da FER (GWh)

Non deve stupire la sostanziale stabilità di geotermica e idroelettrica. Le due fonti rinnovabili, da decenni sfruttate in Italia, hanno da tempo raggiunto il massimo di sfruttabilità. Tra esse la seconda fa (e farà anche in futuro) la parte del leone con circa 42 mila GWh di produzione (quasi il 40% delle FER), ovvero oltre il doppio della previsione del Piano per il 2020 per eolico e biomasse presi singolarmente. Questi ultimi, assieme ovviamente al solare, sono i settori sui quali il Governo punta per un incremento previsionale. La inferiore produttività per il fotovoltaico è dovuta probabilmente ad un ritardo della sua diffusione rispetto alle altre due fonti, in via di affermazione già da qualche anno.

Le azioni programmate per incentivare la diffusione delle rinnovabili sono essenzialmente volte ad aggiornare quelle già in atto da anni che coinvolgono essenzialmente i produttori – ovvero certificati verdi, tariffa onnicomprensiva e conto energia – alle quali si aggiungerà l’obbligo di utilizzo di una produzione elettrica minima da fonti rinnovabili nei nuovi edifici. Tali misure sono riassunte nella tabella seguente.

Misure per l’incentivazione della produzione di elettricità da FER

Misure per l’incentivazione della produzione di elettricità da FER

Qui appresso invece una tabella che mostra le misure esistenti e programmate per la promozione nel settore del riscaldamento e raffrescamento.

Misure per la promozione nel settore del riscaldamento e raffrescamento

Misure per la promozione nel settore del riscaldamento e raffrescamento

L’attuale meccanismo nazionale volto a promuovere l’utilizzo delle energie rinnovabili nel settore trasporti è costituito dall’obbligo di immissione in consumo di una quota minima di biocarburanti a carico dei fornitori di carburanti. Le percentuali previste sono pari al 3,5% per il 2010, 4% per il 2011, 4,5% per il 2012. Come strumento per il monitoraggio e la verifica dell’adempimento all’obbligo, sono stati istituiti i “certificati di immissione in consumo di biocarburanti”, emessi dal Ministero delle Politiche Agricole avvalendosi dell’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (AGEA).
In realtà, il Piano vero e proprio non è che sia molto più eloquente della sintesi stessa. A me personalmente pare più che altro una sorta di dichiarazione di intenti, giusto per adempiere a quanto previsto dalla Direttiva 2009/28/CE. Un dettaglio maggiore è fornito dagli Allegati al Piano, una sorta di compendio degli strumenti legislativi in vigore con i quali si ha intenzione di raggiungere gli obiettivi prefissati.

Gli strumenti legislativi in tema di energia della Regione Puglia

Voglio concludere riportando qui sotto un elenco di quelli previsti dalla Regione Puglia, citati sempre dal Piano come essenziali per perseguire la strategia nazionale.
  • L.R. 30.11.2000 n. 19, Conferimento di funzioni e compiti amministrativi in materia di energia e risparmio energetico, miniere e risorse geotermiche.
  • L.R. 12.04.2001 n. 11, Norme sulla valutazione dell’impatto ambientale.
  • D.G.R. 31.05.2005 n. 716, Decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387. Procedimento per il rilascio delle autorizzazioni alla costruzione ed esercizio di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
  • Regolamento 22.08.2006 n. 13, Misure urgenti per il contenimento dell’inquinamento luminoso e per il risparmio energetico.
  • Regolamento 04.10.2006 n. 16, Regolamento per la realizzazione di impianti eolici nella Regione Puglia.
  • D.G.R. 13.10.2006 n. 1550, Funzioni amministrative attribuite agli enti locali e delegate ai sensi della legge regionale n. 19/2000. Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità ai sensi del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387. Modifiche ed integrazioni al procedimento per il rilascio dell’autorizzazione unica
  • D.G.R. 08.06.07 n. 827, Piano Energetico ambientale Regionale
  • L.R. 14.06.2007 n. 17, Disposizioni in campo ambientale, anche in relazione al decentramento delle funzioni amministrative in materia ambientale.
  • D.G.R. 23.01.2007 n. 35, Procedimento per il rilascio dell’Autorizzazione unica ai sensi del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 e per l’adozione del provvedimento finale di autorizzazione relativa ad impianti alimentati da fonti rinnovabili e delle opere agli stessi connesse, nonché delle infrastrutture indispensabili alla costruzione e all’esercizio.
  • D.G.R. 13.11.2007 n. 1842, Piano paesaggistico territoriale della Regione Puglia (PPTR) – Approvazione del “Documento programmatico”.
  • L.R. 10.06.2008 n. 13, Norme per l’abitare sostenibile.
  • Regolamento 14.07.2008 n. 12, Regolamento per la realizzazione degli impianti di produzione di energia alimentata a biomasse.
  • L.R. 21.10.2008 n. 31, Norme in materia di produzione di energia da fonti rinnovabili e per la riduzione di immissioni inquinanti e in materia ambientale.
  • Regolamento 21.11.2008 n. 26, Regolamento per aiuti agli investimenti delle PMI nel risparmio energetico, nella cogenerazione ad alto rendimento e per l’impiego di fonti di energia rinnovabile in esenzione ai sensi del Regolamento (CE) n. 800/2008.
  • D.G.R. 13.05.2009 n. 810, Programma Operativo Interregionale “Energie rinnovabili e risparmio energetico” – FESR 2007-2013.

La Puglia coordina poi il Programma Operativo Interregionale (POIN) “Energia rinnovabile e risparmio energetico”, che si inserisce nel Quadro Strategico Nazionale (QSN) per il ciclo di programmazione della politica di coesione comunitaria e nazionale per il periodo 2007-2013. Obiettivo generale del Programma è valorizzare il potenziale naturale e socio-economico delle Regioni Basilicata, Molise, Abruzzo, Sardegna, Sicilia, Calabria, Puglia, Campania, collegato all’aumento della quota dell’energia rinnovabile prodotta ed al risparmio energetico. Gli obiettivi specifici riguardano la produzione di energia da fonte rinnovabile e la promozione dell’efficienza energetica. Per ogni obiettivo del programma, sono stati indivituati indicatori di realizzazione, riassunti nella seguente tabella.

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3 thoughts on “Dove vanno le energie rinnovabili in Italia…

  1. Pingback: Fotovoltaico, luci e ombre… « Un blog di "Alternativa Geologica"

  2. L’associazione Amici della Terra ha pubblicato da poco delle circostanziate osservazioni al PNA. Per chi volesse approfondire, potete scaricare il documento da qui http://bit.ly/d8ovaK vale la pena leggerlo.

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