Le navi dei veleni, scopriamo dove sono con in.fondo.al.mar


Citando il sito web stesso, dedicato al progetto…

in.fondo.al.mar è un’inchiesta giornalistica che si avvale degli strumenti del Web per costruire una memoria condivisa sullo scandalo delle “navi dei veleni” e dare vita ad un’indagine partecipata sugli affondamenti di rifiuti tossici e radioattivi nel Mar Mediterraneo.

Il progetto pubblica in esclusiva i risultati di un’indagine condotta presso l’archivio dei Lloyd’s di Londra (Lloyd’s Register of Shipping) e li incrocia con informazioni ricavate da ritagli di giornale, dossier di organizzazioni ecologiste e siti specializzati, per costruire un dataset aperto, liberamente scaricabile e riutilizzabile dagli utenti per altri progetti.

Mappe, cronologie ed altre forme di info-visualizzazione forniscono strumenti interattivi per interpretare questa mole di dati ed individuare analogie nei luoghi e nelle modalità d’affondamento, nei carichi dichiarati e nei porti di partenza ed arrivo, e forniscono la base per effettuare ulteriori ricerche sulla vicenda.

La mappa di in.fondo.al.mar

Il progetto è stato premiato al Digital heretics 2010, un festival di giornalismo online.

Gli autori David Boardman e Paolo Gerbaudo hanno concepito in.fondo.al.mar per “portare i veleni a galla”, e infatti tramite il sito è possibile segnalare incidenti, affondamenti o sversamenti sospetti così come errori o imprecisioni. Oltre alla mappa interattiva, molto efficace, è possibile consultare l’archivio dei “naufragi sospetti” anche tramite la cronologia, che anno per anno mostra il numero degli incidenti avvenuti. E’ utile sottolineare che il sito si propone di segnalare anche gli “sversamenti sospetti”, proprio perché l’intento è quello di tenere traccia di tutto ciò che accade di pericoloso legato alla navigazione.

Lungo le coste della nostra Puglia, come molti forse sapranno, ci sono 4 relitti, alcuni di essi tutt’altro che “in fondo al mar”… Si tratta della Eden V arenatasi a Lesina nel 1988, alla quale L’inchiesta di RaiNews24 ha dedicato una puntata e dietro la quale si nascondono inquietanti traffici illeciti. Nel 2007 cominciarono i lavori di smantellamento, poi sospesi. Ma i dubbi sulle attività della nave rimarranno a lungo… Abbiamo poi l’Alessandro Primo, affondata nel 1991 al largo di Molfetta, che trasportava 3.550 tonnellate di sostanze tossiche (Dicloroetano e Acrilonitrile) prodotte dall’Enichem di Gela. Il cargo turco Gulten Islamoglu andò a fondo nelle acque di Monopoli, nel luglio del 1994. Pare trasportasse ferro. La nave Lira affondò il 25 settembre 1997 a 500 metri dal porto di Gallipoli, nel quale doveva attraccare, il suo carico era sconosciuto.

Se volete avere un’idea di quali altri relitti si trovano sul fondo delle nostre acque, il sito web relitti.it li elenca in maniera sistematica (ecco l’elenco per la Puglia), sebbene le informazioni relative ad ognuno di essi siano “riservate agli abbonati”… mah! A noi invece piacciono i progetti aperti, liberi, ai quali chiunque possa partecipare… proprio come in.fondo.al.mar

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