Vogliamo anche RNDT nel registro INSPIRE #RNDT4INSPIRE!


Un anno e mezzo fa (per la precisione il giorno 11 febbraio 2014), su iniziativa di alcuni appassionati geomatici italiani, veniva lanciata una petizione per denunciare la mancata presenza dell’Italia nel registro INSPIRE: italy4INSPIRE

Questa iniziativa, che ha raccolto rapidamente oltre 100 adesioni, non solo di singole persone ma anche di associazioni e comunità del settore geomatico, puntava a mettere in risalto il fatto che bastava un granellino di sabbia nella farraginosa ed infernale macchina burocratica (il mancato invio di una mail da parte di fantomatici responsabili), per far fare al nostro Belpaese l’ennesima figuraccia in campo internazionale.

E la beffa era che l’Italia aveva adempiuto già da tempo alla normativa di settore realizzando il “Repertorio Nazionale dei Dati Territoriali” (RNDT) e quindi poteva addirittura farci arrivare al traguardo tra i primi in Europa.

Tra l’altro, l’iniziativa veniva ripresa anche in due interrogazioni parlamentari, presentate rispettivamente il 4 luglio e il 12 novembre 2014, rimaste tuttora senza risposta.

Cosa è successo a distanza di così tanto tempo?

Che ci abbiamo messo la solita “pezza” all’Italiana, registrando il solo endpoint del Geoportale Nazionale (che annovera poche centinaia di metadati), continuando a ignorare RNDT, nonostante la legge europea consenta ad ogni Stato Membro di esporre più di un punto di accesso nazionale.

Perché? Visto che il D.lgs. 32/2010 richiama esplicitamente RNDT e che questo in uniformità e continuità con il monitoraggio “previsto dalla Commissione” 2014 segnalava 6140 metadati e quello 2015 ne riporta oltre 17940, perché non è stato ancora registrato?

Chissà se qualcuno, con un nome, un cognome ed una faccia, riuscirà mai a dare una risposta e, soprattutto, a raggiungere l’obiettivo di registrare l’endpoint RNDT nel registro INSPIRE.

We want also the National Catalogue for Spatial Data in the INSPIRE register!

A year and a half ago (precisely on February 11, 2014), based on the initiative of some Italian geomatics fans, a petition was launched to denounce the lack of presence of Italy in the INSPIRE register: italy4INSPIRE

This initiative, which has rapidly gathered more than 100 adhesions, not only by individuals but also by associations and communities of the geomatics sector, aimed to highlight the fact that it was enough just a grain of sand in the cumbersome and infernal bureaucratic machine (the failure to send an email by ghost responsible), to make yet another fool to our country in the international arena.

And the joke was that Italy had already fulfilled so far the sectoral legislation creating the “National Catalogue for Spatial Data” (RNDT – Repertorio Nazionale dei Dati Territoriali) and therefore could even get us to the finish among the first in Europe.

Among other things, the initiative was echoed in two parliamentary questions, submitted on 4 July and 12 November 2014 , remained unanswered.

What happened after so long?

That we took the usual “patch” Italian style, registering the only endpoint of the National Geoportal (which counts a few hundred metadata), continuing to ignore RNDT, despite European law allows each Member State to present more than one National access point.

Why? Since the Decree. 32/2010 (which transposed the INSPIRE Directive in Italy) refers explicitly to RNDT and that this, in consistency and continuity with the monitoring “envisaged by the Commission” 2014, signaled 6140 metadata and in 2015 more than 17940 metadata are reported, why it was not registered yet?

We wonder if someone with a name, a surname and a face, will never give an answer and, above all, will manage to achieve the goal of registering the RNDT endpoint in the INSPIRE register.

Aggiornato il SIT Puglia


Di recente la Regione Puglia ha aggiornato il Sistema Informativo Territoriale regionale, rivoluzionando non poco la struttura del sito web e gettando un po’ nel panico tutti i professionisti che lo utilizzano abitualmente.

Navigando sul sito ci si rende conto che il lavoro di ristrutturazione non è ancora completo, e che esso ospiterà altri dati cartografici attualmente in gestione ad altri settori della Regione e agenzie e autorità esterne. Sulla homepage infatti leggiamo:

…una base di conoscenza condivisa e certificata del territorio e delle sue dinamiche di trasformazione, indispensabile per garantire percorsi decisionali semplici ed efficaci, costruita in maniera integrata, gestita e resa disponibile attraverso un Sistema Informativo che è nel contempo portale di accesso sia alla banca dati territoriale e ai suoi continui aggiornamenti che ai servizi a carattere territoriale, assicurando la rappresentazione in modo unitario, coerente e cogente delle scelte di valenza territoriale connesse alla competenza di ciascun Servizio regionale.

Il Portale consente l’accesso a:

  • piani regionali adottati o approvati,
  • servizi connessi ai Procedimenti Amministrativi quali l’Autorizzazione Paesaggistica, l’Autorizzazione Unica, la VAS,
  • servizi di interesse trasversale quali, ad esempio, la consultazione, l’interrogazione e il download dei dati territoriali,
  • consultazione di indicatori territoriali e ambientali,
  • catalogo del demanio e del patrimonio regionale,
  • servizi WMS,
  • servizi ipocatastali,
  • servizi di posizionamento GPS/GLONASS,
  • catalogo dei metadati.

La novità principale è costituita dal fatto che ora il download dei dati è libero, e non più vincolato alla registrazione dell’utente al portale, rendendo la procedura notevolmente più rapida. D’altro canto però è sparito ogni riferimento a licenze d’uso dei dati, che invece precedentemente erano specificate all’atto del download. Altra mancanza, purtroppo persistente, è quella di un catalogo dei dati, che consentirebbe di ricercarli per parole chiave e magari geograficamente. Si potrebbe in realtà sfruttare quello presente nel portale ufficiale degli open data della Regione Puglia, ma ciò presupporrebbe una più attenta strategia sui dati detenuti e gestiti dall’ente Regione, che peraltro si appoggerebbe su una delle migliori Leggi Regionali italiane nel settore, della quale ho parlato in precedenza su TANTO.

Non mi resta che rimandarvi alla pagina compendio della cartografia regionale del SIT Puglia, che tempo fa realizzai su questo blog e che naturalmente ho aggiornato alla luce delle novità.

Vogliamo anche l’Italia nel registro INSPIRE // #italy4INSPIRE


Hashtag: #italy4INSPIRE

Premessa

INSPIRE prevede che ogni Stato Membro fornisca almeno un endpoint nazionale per il discovery di metadati. Ad oggi, la maggior parte degli Stati Membri (23 su 28) ha soddisfatto questo requisito registrando il proprio riferimento nazionale nel geoportale INSPIRE http://inspire-geoportal.ec.europa.eu/INSPIRERegistry/

In particolare, come si può vedere, alcuni paesi hanno registrato più di un endpoint, come l’Austria, il Belgio e la Lettonia: è infatti possibile registrarne anche più di uno per paese. A differenza di ciò, l’Italia non ha ancora alcun endpoint registrato per il servizio di discovery. Per questa registrazione è necessaria una semplice comunicazione (email) del National Contact Point INSPIRE (o di qualcuno delegato dal NCP) indirizzata a EC/EEA INSPIRE Team (env-inspire@ec.europa.eu) e per conoscenza a JRC (michael.lutz@jrc.ec.europa.eu).

Domanda

Perché il servizio CSW realizzato da RNDT non è ancora stato registrato come endpoint italiano?

Dal punto di vista normativo, sia il recepimento della Direttiva INSPIRE (Dlgs. 32/2010) sia il Codice dell’Amministrazione Digitale riportano che RNDT è il riferimento nazionale in questo contesto: “Il repertorio nazionale dei dati territoriali, […] costituisce il catalogo nazionale dei metadati relativi ai set di dati territoriali” (Dlgs. 32/2010, art.5).

Dal punto di vista tecnico-operativo i test effettuati nel luglio 2013 e gennaio 2014 dal Joint Research Centre della Commissione Europea (su richiesta dell’Agenzia per l’Italia Digitale) hanno dimostrato che il  servizio CSW del RNDT e la quasi totalità dei metadati raccolti sono perfettamente conformi a quanto previsto dai Regolamenti 1205/2008 (metadati) e 976/2009 (servizi di rete) della Commissione Europea, nonché alle relative Technical Guidelines (1.2 del 2010 per i metadati, e 3.1 del 2011 per i servizi di discovery).

In particolare il test effettuato a gennaio 2014 ha riportato 4412 metadati “passed” e 412 “passed with warnings” su un totale di 5540 metadati sottoposti ad harvesting (nel RNDT i metadati disponibili sono 6143). Il livello di conformità rispetto a INSPIRE è quasi totale per i metadati di dataset e serie (4415 su 4462).

Questo è un risultato importante ed è da notare che risulta essere migliore rispetto ai risultati ottenuti da altri Stati Membri. Il report completo è disponibile a questo indirizzo.

Sottolineiamo che è importante che la registrazione del servizio sia fatta al più presto perché:

1.    la disponibilità dei metadati italiani nel catalogo europeo serve a dare visibilità alle informazioni territoriali esistenti in Italia, il tutto proiettato a:

                              i. supportare le politiche ambientali nazionali e comunitarie

                            ii.  favorire la conoscenza e la promozione del nostro territorio;

2.    l’iniziale disponibilità di metadati potrà innescare un processo virtuoso spingendo gli enti pubblici di ogni livello a conferire i metadati all’RNDT per far conoscere le attività dell’amministrazione su scala internazionale;

3.    per incentivare la realizzazione di servizi innovativi da parte di professionisti, consulenti e PMI locali da offrire agli enti locali sulla base della disponibilità di dati;

4.    per istanziare il ruolo del “nodo” Italia all’interno della rete;

5.    per dare riconoscimento e visibilità alle persone che, su scala diversa, hanno attivamente operato per la realizzazione dell’infrastruttura e dei servizi.

Conclusioni

Alla luce di queste considerazioni, esortiamo il NCP INSPIRE italiano a comunicare al più presto al JRC l’indirizzo del servizio CSW di RNDT affinché questo venga registrato come primo endpoint italiano in INSPIRE.

Firmatari (in ordine alfabetico)

— SE VOLETE ESSERE AGGIUNTI IN QUESTA LISTA, INSERITE IL VOSTRO NOME E/O LA VOSTRA AFFILIAZIONE COME COMMENTO —

  • Giovanni Allegri
  • Roberto Angeletti, ExportToCanoma blog
  • Domenico Sergio Antonacci
  • Andrea Antonello
  • Fulvio Ananasso, Stati generali dell’innovazione
  • Associazione italiana per l’informazione geografica libera – GFOSS.it
  • Associazione OpenGeoData
  • Associazione Stati Generali dell’Innovazione
  • Carmelo Attardo
  • Federica Barattieri, Autorità di Bacino del Fiume Po
  • Ugo Bonelli, Stati generali dell’innovazione
  • Giovanni Biallo
  • Andrea Borruso
  • Marco Calvo, Stati generali dell’innovazione, E-text e Liber Liber
  • Stefano Campus
  • Giovanni Ciardi
  • Piergiorgio Cipriano
  • Agostino Cirasa, Regione Siciliana
  • Bruno Conte, Stati generali dell’innovazione, Social4Social
  • Simone Cortesi
  • Laura Criscuolo
  • Antonio D’Argenio, Nadir
  • Fernando Dardes
  • Daniele Dell’Osso
  • Margherita Di Leo
  • Alessio Di Lorenzo
  • Gianfranco Di Pietro, Geofunction
  • Leonardo Donnaloia
  • Antonio Falciano
  • Sergio Farruggia, Stati Generali dell’Innovazione, AMFM GIS Italia
  • Daniela Ferrari
  • Maurizio Foderà, Kartoblog
  • Marco Fratoddi, Stati generali dell’innovazione
  • Antonio Fregoli, MNDAssociation
  • Gabriele Garnero, DIST – Università di Torino
  • Geoportale regione Emilia-Romagna
  • Cesare Gerbino
  • Pietro Blu Giandonato
  • Simone Giannecchini
  • Luciano Giliberto, Eberhard Karls Universität Tübingen
  • Monica Giordano
  • Roberto Girardi
  • Jacopo Grazzini
  • Nicola Guarino, ISTC-CNR
  • Giuseppe Iacono, Stati generali dell’innovazione
  • Carlo Infante, Stati generali dell’innovazione, Urban Experience
  • Noemi La Sorsa
  • Viviana Lanza
  • Andrea Latino, Stati generali dell’innovazione
  • Simone Lella
  • Rosa Maria Loguercio Polosa, InnovaPuglia SpA
  • Walter Lorenzetti, gis3w
  • Lorenzo Luisi
  • Davide Mangraviti
  • Simone Mantovani
  • Jody Marca
  • Flavia Marzano, Stati Generali dell’Innovazione e Rete WISTER
  • Giacomo Martirano, Epsilon Italia, coordinatore progetto smeSpire
  • Eugenio Minucci, Stati Generali dell’Innovazione
  • Stefania Morrone, Epsilon Italia
  • Beniamino Murgante, Università degli Studi della Basilicata e AMFM GIS Italia
  • Lorenzo Orlando, Stati generali dell’innovazione
  • Alessandro Oggioni
  • Mariella Pappalepore, Planetek Italia
  • Stefano Parodi, GeoWebLog
  • Fabrizio Pieri
  • Giovanni Perego (GimmiGIS), gisinfrastrutture.it
  • Lorenzo Perone
  • Emma Pietrafesa, Stati generali dell’innovazione (Rete WISTER)
  • Renzo Provedel, Stati generali dell’innovazione, SOSLOG
  • Eduard Roccatello, 3DGIS
  • Angelo Quaglia
  • Alfonso Quaglione
  • Morena Ragone, Stati generali dell’innovazione
  • Abele Rizzello
  • Paolo Russo, Stati generali dell’innovazione
  • Alessandro Sarretta
  • Patrizia Saggini
  • Monica Sebillo, AMFM GIS Italia
  • Gian Bartolomeo Siletto
  • Claudia Spinnato, Consorzio TICONZERO
  • Giorgia Trevisan
  • Giuliana Ucelli, Sistema Informativo Ambiente e Territorio della Provincia di Trento
  • Lorenzino Vaccari, Provincia Autonoma Trento
  • Franco Vico, AMFM GIS Italia
  • Fabio Vinci, Epsilon Italia
  • Massimo Zotti

Verso un Repertorio Regionale dei Dati Cartografici in Puglia? Intanto c’è l’RNDT…


Alcuni sanno che sono anche uno degli autori del blog TANTO, che si occupa di tutto quanto orbita nel settore della geografia e della geomatica.

Come avvenne a febbraio 2010 con l’iniziativa L’unità di tutte le scienze è trovata nella geografia abbiamo in questi giorni proposto ad altri blogger e magazine italiani che danno il loro contributo all’informazione di settore – e che potete leggere in maniera “centralizzata” sul canale Planet GIS Italia – di partecipare a una iniziativa coordinata di sensibilizzazione sul Repertorio Nazionale dei Dati Territoriali (RNDT).

Naturalmente AlterGeo aderisce, e da oggi troverete nella colonna qui a destra il logo del RNDT con il link al sito del repertorio stesso. Ma non voglio certo fermarmi qui.

Tempo fa scrissi un articolo con il quale lanciavo una pagina – che trovate sempre in questo blog – che vuole essere una sorta di compendio dei dati cartografici digitali disponibili in Puglia, in costante aggiornamento, e nella quale poter trovare una breve descrizione dei numerosi dataset cartografici gestiti dalla Regione Puglia. Si, insomma, un catalogo di metadati molto alla buona.

Come scrivevo, il SIT della Regione Puglia ha messo in piedi un proprio Repertorio Regionale dei Dati Territoriali (RRDT) che purtroppo non è accessibile al pubblico, ma solo agli utenti riconosciuti dallo stesso RNDT, ovvero gli enti pubblici. Un limite piuttosto grosso per il comune cittadino o il professionista che ha necessità di reperire dati disponibili sul territorio regionale. Ad oggi dunque non sappiamo quali dati siano repertoriati nel RRDT pugliese, sebbene il SIT Puglia metta a disposizione molteplici modalità di consultazione e fruizione di una gran quantità di dati cartografici.

Tra l’altro, se provate a fare una ricerca sullo stesso RNDT non troviamo catalogati dati gestiti dalla Regione Puglia né da altri enti pubblici pugliesi.

Concludendo, visto che il Repertorio Nazionale e quello Regionale esistono e sono operativi, ci auspichiamo che gli enti pubblici pugliesi facciano la loro parte, popolando entrambi i cataloghi ovviamente in maniera bottom-up, ovvero dal livello di granularità geografico più piccolo (i Comuni) a quello più grande (la Regione), passando per l’Autorità di Bacino della Puglia, i Parchi Nazionali del Gargano e dell’Alta Murgia e tutti gli altri soggetti che detengono dati cartografici potenzialmente catalogabili dai due repertori.

Il RNDT esiste, facciamone (buon) uso.

Come dicevo all’inizio, questa iniziativa è stata proposta da Sergio Farruggia di TANTO al mondo dell’informazione e dei blogger che si occupano di geomatica, oltre AlterGeo hanno aderito anche:

Per chi volesse avere un’idea dello stato di attuazione dell’RNDT e del ruolo delle pubbliche amministrazioni, vi rimando all’utile articolo di Gabriele Ciasullo di DigitPA, comparso sulla rivista GeoMedia.

La terra trema, che si fa?


Terremoti, alluvioni, nevicate. Si fa presto a dire prevenzione, ma in Italia è davvero alla portata di tutti? A giudicare dalle aspre polemiche che seguono puntualmente gli avvenimenti naturali catastrofici, che sempre più spesso colpiscono l’Italia e gli italiani, sembrerebbe di no.

Ma è davvero così?

Attenzione, bisogna fare i debiti distinguo tra “prevenzione” e “previsione”. A mio avviso la prima è sempre possibile, la seconda dipende invece molto da che cosa intendiamo prevedere. Le condizioni meteo estreme ad esempio – come quelle legate alle nevicate di questi giorni che stanno tenendo sotto scacco mezza Italia – sono ormai prevedibili con grande confidenza, almeno nelle 48 ore, e dunque le azioni di prevenzione possono essere messe in atto se il sistema di protezione civile funziona. Cosa ben diversa è invece un terremoto, o un’eruzione vulcanica.

Non voglio però qui disquisire sui metodi, efficaci o meno, con i quali è possibile prevedere un terremoto. Vorrei invece soffermarmi su quale tipo di prevenzione un comune cittadino può realizzare, e addirittura quali azioni possa mettere in atto per contribuire attivamente al sistema di protezione civile. Perché non mi stancherò mai di ripeterlo: la protezione civile è anche ognuno di noi.

In tal senso, la prevenzione in questo settore è a mio avviso ormai alla portata di tutti, soprattutto grazie alla sempre maggiore accessibilità ad internet da parte dei cittadini. Senza trascurare tutte le iniziative di informazione e conoscenza riguardo il rischio sismico che in particolare la scuola in genere dovrebbe realizzare, ampiamente sostenute ad esempio dal progetto EDURISK, del quale ha parlato un amico in questo articolo.

Le fonti a nostra disposizione

Il soggetto deputato a livello nazionale su ricerca e diffusione di dati e informazioni riguardo il rischio sismico e vulcanico è l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), che mette a disposizione svariati canali grazie ai quali rimanere informati su ciò che accade:

  • Un elenco e una mappa dei terremoti rilevati in tempo reale dalla rete sismica nazionale (link).
  • Un canale Twitter dedicato alla diffusione delle info sugli stessi eventi sismici (@INGVterremoti).
  • La possibilità per chi abbia sentito un terremoto di segnalarlo (link).

L’accessibilità da parte di chiunque di questi dati (peraltro pubblici, nel senso che sono pagati da tutti noi) è infatti il presupposto fondamentale per costruire una prevenzione del rischio sismico seria e basata su informazioni rigorose e scientifiche. Accessibilità che purtroppo era stata messa in pericolo un paio di anni fa dallo stesso presidente dell’INGV Enzo Boschi (qui un articolo sulla questione), in polemica con i media, accusati di travisare i dati diffusi dall’Istituto e fare inutile allarmismo.

Naturalmente il problema non sta certo nel fatto che i dati sui terremoti siano accessibili a tutti – anzi un diritto inalienabile – quanto nell’utilizzo che ne viene fatto.

Gli strumenti misurano, non fanno previsioni

…come ha detto giustamente qualcuno, pertanto il vero nodo della questione risiede nella consapevolezza da parte dei media e dei cittadini di cosa significano i dati (in questo caso dell’INGV) e dei possibili utilizzi (e relative conseguenze) che è possibile farne. Da grandi poteri, derivano grandi responsabilità, cosa quantomai vera per i media mainstream, che entrano nelle case di tutti.

In che modo può quindi un cittadino qualunque usare i dati dell’INGV? Oltre a consultare mappe ed elenchi degli ultimi eventi sismici direttamente su internet, chi possiede uno smartphone Android o un iPhone ha la possibilità di ricevere in tempo reale avvisi direttamente sul telefono, grazie ad apposite app che attingono ai dati ufficiali dell’INGV, eccovi alcuni link: INGVterremoti (iPhone), Terremoto! e Terremoti Italia (Android).

Sono convinto che l’utilizzo sempre maggiore di queste applicazioni, e la navigazione anche solo per curiosità delle mappe dei terremoti INGV, contribuiscano fortemente alla diffusione della consapevolezza sul rischio sismico. La gente infatti, al prossimo terremoto saprà dove andare a cercare informazioni, capirà che un terremoto di uguale magnitudo ha effetti diversi a seconda della profondità dell’ipocentro, o che se si scatena in una zona è meno “risentito” rispetto a un’altra.

Nel futuro c’è il cittadino “sensore”

Una auspicabile sempre maggiore consapevolezza dei fenomeni naturali non può che condurre – almeno me lo aspetto – ad un desiderio altrettanto crescente da parte del cittadino di voler partecipare, dire la propria, contribuire alla stessa conoscenza di ciò che accade. Tutto ciò si chiama “crowdsourcing”,  alla cui base c’è il sano desiderio da parte di ognuno di noi di ricevere gratificazione dagli altri per ciò che si fa. Del resto è il meccanismo che anima il volontariato.

Il sismografo "domestico" di NetQuakesCosa può fare un comune cittadino per contribuire in questo caso alla conoscenza sul rischio sismico, diventando sempre più parte del sistema di protezione civile nazionale? Ad esempio partecipando al citato progetto “Hai sentito il terremoto?”, o magari in un prossimo futuro poter ospitare a casa propria un sismografo, entrando a far parte effettiva della rete sismica nazionale, come già avviene da anni negli USA con il progetto NetQuakes. Volontari si prendono cura di un sismografo, fornito dal Servizio Geologico USA (USGS), garantendone la costante connessione in rete, un pò come facevano una volta gli “osservatori” che custodivano le stazioni di monitoraggio meteo del Servizio Idrografico e Mareografico.

Un’altra occasione nella quale mediante il web e gli smartphone o anche un semplice sms, la gente può contribuire alla causa comune, è quella delle emergenze. Così è stato per il terribile terremoto che nel gennaio 2010 ha colpito Haiti. Grazie a una piattaforma basata su web chiamata Ushahidi gli haitiani, le ONG, i volontari hanno potuto coordinare meglio le attività di soccorso mappando (link) in tempo reale con proprie segnalazioni danni, situazioni di emergenza locali, strutture sanitarie e ogni altro elemento utile. Uno strumento che sarebbe stato di grande aiuto anche dopo il terremoto che ha colpito L’Aquila un anno prima.

Con Crowdmap è possibile mettere su in pochissimo tempo – anche per chi ha poca dimestichezza con gli strumenti web – un sito (chiamato deployment) per segnalare situazioni “a tema” di ogni genere, dall’emergenza rifiuti agli incendiQui e qui potete trovare altre esperienze italiane.

Allora, vi sentite pronti a fare la vostra parte?

 

Un compendio dei dati cartografici in Puglia


Certamente sarà capitato anche a voi avere la necessità di dover recuperare dati cartografici digitali disponibili sul territorio regionale. E’ una esigenza andata crescendo in maniera quasi esponenziale, in parallelo con il sempre più diffuso utilizzo dei Sistemi Informativi Territoriali (GIS) da parte di molti professionisti.

Fino a non molti anni fa, la disponibilità di dati cartografici digitali era appannaggio di pochi “eletti”, che avevano la possibilità di accedere agli archivi degli enti pubblici che detenevano a vario titolo dati tematici e di base come ortofoto, dati catastali, cartografia tecnica e topografica. Erano visti come degli “early adopter” (e molti di loro se ne beavano) di strumenti come i GIS, che in realtà esistevano già da decenni, ma che per la maggior parte dei professionisti del territorio (italiani) erano complicati software le cui funzionalità erano quasi incomprensibili.

Il fatto è che un GIS senza dati è come un’auto senza carburante. E se un’auto non riesci a metterla in moto, molto difficilmente comprendi come funziona e come utilizzarla per i tuoi scopi.

Per tale apparentemente banale motivo, non credo di esagerare nell’affermare che questi “eletti” e presunti “early adopter”, che ingordamente facevano incetta di dati a destra e a manca, e stupidamente li tenevano gelosamente custoditi nei loro hard disk portatili, hanno non poco ostacolato proprio una maggiore e più precoce diffusione dell’utilizzo dei GIS.

Lavorando con i GIS dal lontano 1994, io stesso ero tra questi “collezionisti” di dati con hard disk al seguito (inizialmente addirittura con astucci ricolmi di CD prima e DVD dopo), ma sin dall’inizio ero convinto che tenerli nascosti era un delitto. E questo sia perché spesso si trattava di dati realizzati con soldi pubblici, e dunque appartenenti di diritto ai contribuenti, sia perché sono sempre stato convinto che un bravo professionista non si misura da quanti terabyte di dati ha nel proprio hard disk, ma da come li utilizza.

Ma a tutto questo dobbiamo aggiungere l’ancora più bieco e deleterio atteggiamento di molti funzionari e dirigenti di enti pubblici detentori di quegli stessi dati, che hanno per molto tempo tenuto (e continuano tutt’ora) i dati “chiusi nel cassetto”, usandoli come strumento di potere.

Ma le cose stanno rapidamente cambiando, e molte amministrazioni pubbliche hanno capito che i dati nei loro cassetti vanno resi disponibili ai legittimi proprietari: i cittadini.

E nella nostra Regione cos’abbiamo?

La principale fonte di dati rimane la Regione Puglia, che già nel 1982 istituiva l’Ufficio Informatico e Servizio Cartografico, soppresso nel 2006 e il cui personale e funzioni sono confluiti nel Servizio Assetto del Territorio. La realizzazione e gestione del Sistema Informativo Territoriale regionale (SIT Puglia) è stato comunque demandato completamente a Innova Puglia SpA. E’ pertanto presso questo soggetto che è possibile reperire la gran parte dei dati di interesse regionale, tra i quali già dal 2009 molti dati di base.

Come alcuni di voi sapranno, dal 2010 lo Stato italiano ha recepito la Direttiva INSPIRE che istituisce una infrastruttura europea di dati territoriali, per maggiori approfondimenti a riguardo vi invito a leggere un mio articolo sul blog di Planetek. Tra le altre cose, ogni Stato membro dovrebbe istituire un Repertorio Nazionale dei Dati Territoriali (RNDT) che raccolga le metainformazioni, una sorta di carta di identità degli stessi dati. Quello italiano non è ancora accessibile al pubblico. Anche le Regioni dovrebbero a rigor di logica dotarsi di un catalogo del genere, nel quale si possano condurre operazioni di ricerca sia di tipo spaziale che basate su parole chiave per poter capire quali dati vi siano a disposizione. La Regione Puglia non è da meno, ma purtroppo il suo Reperto Regionale dei Dati Territoriali (RRDT) non è fruibile da cittadini, ma solo da utenti che siano riconosciuti da DigitPA.

Nonostante il SIT Puglia sia di fatto il punto di riferimento ufficiale riguardo i dati territoriali, alcuni Uffici e Servizi della Regione Puglia gestiscono in totale autonomia alcuni archivi di dati cartografici digitali, che pertanto non possono essere consultati sul SIT Puglia. Tra questi abbiamo l’Ufficio Parchi e Tutela della biodiversità e il Servizio Attività Estrattive.

E allora che dati ci sono a disposizione?

Era tempo che avevo intenzione di farlo, e finalmente mi sono deciso a mettere a disposizione di tutti la mia conoscenza dei dati detenuti (termine dal doppio significato) proprio dalle PA pugliesi, che a vario titolo gestiscono dati cartografici di ogni genere.

E’ per questo che ho creato su questo blog una apposita pagina, che rappresenta un vero e proprio compendio dei dati cartografici digitali gestiti dalle PA pugliesi, con informazioni sulla loro disponibilità e le modalità di accesso. Cercherò di tenerla costantemente aggiornata, ma sono più che bene accette da parte vostra segnalazioni di ulteriori dati disponibili, così come ogni suggerimento utile a rendere questo piccolo servizio sempre migliore.

La ricercabilità dei dati territoriali è dunque fondamentale per poterli rendere accessibili e utilizzabili. Vorrei anche citare il progetto Geoportale.it – realizzato da Planetek e al quale ho contribuito in maniera consistente – che già dal 2010 è una sorta di pagine gialle dei geodati italiani.

Non mi resta che augurare… molti dati a tutti!

Clicca qui per accedere al compendio
dei dati cartografici in Puglia