Il futuro delle Geoscienze in Italia


…può dipendere anche dal tuo piccolo contributo. Riprendo qui e rilancio l’appello apparso da pochi giorni sul web.

L’iniziativa Il FUTURO delle GEOSCIENZE in ITALIA, promossa da Società Geologica Italiana – Servizio Geologico d’Italia – Società Italiana di Mineralogia e Petrologia – Società Paleontologica Italiana, vuole lanciare un appello all’unità della comunità geologica, ponendosi come obiettivo la definizione condivisa di iniziative di interesse strategico, per contribuire alla crescita e allo sviluppo delle geoscienze, e per garantire un futuro migliore alla nostra società.

L’obiettivo  è  quello  di  definire  idee  che  possano  guidare  in  modo  condiviso  le  scelte nelle geoscienze, sia del mondo della ricerca, dell’industria, che del mondo professionale, scelte che siano  strumento  per  avanzare  proposte  concrete  verso  politici  e  decisori:  idee  che sappiano coinvolgere tutti i livelli della comunità geologica, ridandole forza.

Per raggiungere questo obiettivo è importante il contributo di tutti i geologi italiani, per tale motivo è stato attivato il sito web inteso come uno spazio aperto, dove proporre idee ed esprimere opinioni. I contributi raccolti verranno sintetizzati e dibattuti in un workshop (previsto per maggio/giugno), per essere poi utilizzati nella stesura di un documento che descriverà gli obiettivi che la nostra comunità si prefigge di raggiungere nel prossimo decennio, gli investimenti e gli strumenti formativi necessari per conseguirli.

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L’eterna battaglia tra vento, sole e atomo


Voglio proporvi qui un interessante video proposto a TEDtalks, nel quale Stewart Brand e Mark Z. Jacobson discutono sui pro e i contro dell’energia nucleare. Siamo negli USA, paese nel quale l’atomo è da decenni affermata fonte per la produzione di energia, e nel quale l’opinione pubblica è da sempre largamente a favore del nucleare.

Il talk dura poco meno di mezz’ora, è possibile attivare i sottotitoli in inglese, per cui chi ha difficoltà nella comprensione della lingua potrà giovarne, e magari approfittare per fare un ripasso del listening 🙂

A mio avviso è in questo modo che un dibattito su questioni così importanti va affrontato: con argomenti fondati su numeri e idee ben supportate. I due si confrontano civilmente e in maniera leale. Viene anche coinvolto il pubblico nel dibattito, e vale la pena vedere come va  a finire… se le opinioni cambieranno, e in che maniera, alla fine del talk.

Coloro che immaginano poi soluzioni di tipo “misto”, ovvero incentivare le energie alternative ma senza escludere l’atomo, sono davvero pochissimi, e spesso si trovano essenzialmente in ambienti accademici, come ad esempio l’appello che alcuni di loro hanno sottoscritto per “un PD nucleare“.

Voglio infine sottolineare un aspetto che la dice lunga su come la battaglia tra rinnovabili e nucleare sia condotta a volte senza esclusione di colpi, con l’obiettivo di far prevalere le une sull’altra e viceversa. Si esclude come spesso accade la terza via: ovvero la riduzione dei consumi energetici. Nel talk che vi propongo questa ipotesi non viene nemmeno menzionata, la ritengo una grave mancanza, ma non è un caso. Ci si trova negli USA, Paese improntato su una economia basata su un consumismo smodato…