Verso la tutela delle acque in Puglia


La Direttiva quadro in materia di acque (2000/60/CE) ha istituito i “Piani di Tutela delle Acque” (PTA) come strumenti finalizzati al raggiungimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici e più in generale alla protezione dell’intero sistema idrico superficiale e sotterraneo, obiettivi da raggiungere entro la fine del 2015.

Con questo articolo vorrei socializzare un tentativo – fatto un paio di anni fa – di riassumere i punti cardine del PTA, cercando di evidenziare le questioni peculiari riguardo le azioni e le misure di salvaguardia già in vigore dall’agosto del 2007, data della sua prima approvazione.

La Regione Puglia infatti, con DGR 883/2007 aveva già approvato il Progetto di PTA, elaborato con il supporto della SOGESID. Lo stesso provvedimento prevedeva che dal 18/08/2007 (30 gg dalla pubblicazione) e fino alla definitiva approvazione del Piano, tutti i soggetti pubblici e privati sono tenuti ad applicare quanto previsto dalle “Prime Misure di Salvaguardia”, che hanno carattere di prescrizione. Misure volte alla protezione urgente delle risorse idriche sotterranee, in uno stato di criticità estremo dovuto alle pressioni antropiche che hanno portato ad un loro generale depauperamento e alla salinizzazione della falda lungo le fasce costiere.

Il territorio sottoposto alle suddette misure di salvaguardia corrisponde a quasi la metà di quello regionale (Tavv. A e B del PTA), implicando notevoli limitazioni per moltissime attività che vi si svolgono.

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