#SOSPuglia una piattaforma per le emergenze gestita “dal basso”


sospuglia_logoSenza reinventare la ruota, ho pensato di replicare una iniziativa realizzata in Sardegna riguardo le emergenze naturali, sfruttando la nota piattaforma di reporting collaborativo Crowdmap/Ushahidi, e che io stesso ho già utilizzato per realizzare altri due progetti sull’emergenza rifiuti a Napoli (Rifiutiamoci!) e sulla segnalazione di problemi a Bitritto (FixBitritto).

Il miglior modo per avere informazioni sempre aggiornate è quello di raccoglierle direttamente dai cittadini. E #SOSPuglia (http://sospuglia.crowdmap.com) è stato realizzato con l’obiettivo di consentire a chiunque si trovi sullo scenario di eventi naturali critici come allagamenti, frane, mareggiate, incendi di poterlo testimoniare direttamente scattando una foto e mandando un messaggio con tanto di localizzazione…

E se lo facessimo in tanti? E se tutti geotaggassimo le situazioni critiche e ‘qualcosa’ consentisse di visualizzare tutto su una mappa? E se tutte queste segnalazioni potessero diventare una sorta di patrimonio comune, per capire come sta evolvendo una eventuale situazione di emergenza in Puglia – dove e quando ad esempio si verificano allagamenti in occasione di eventi meteo estremi – affinché i soccorritori possano sapere dove e come intervenire? Il progetto #SOSPuglia ha questo scopo.

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Un compendio dei dati cartografici in Puglia


Certamente sarà capitato anche a voi avere la necessità di dover recuperare dati cartografici digitali disponibili sul territorio regionale. E’ una esigenza andata crescendo in maniera quasi esponenziale, in parallelo con il sempre più diffuso utilizzo dei Sistemi Informativi Territoriali (GIS) da parte di molti professionisti.

Fino a non molti anni fa, la disponibilità di dati cartografici digitali era appannaggio di pochi “eletti”, che avevano la possibilità di accedere agli archivi degli enti pubblici che detenevano a vario titolo dati tematici e di base come ortofoto, dati catastali, cartografia tecnica e topografica. Erano visti come degli “early adopter” (e molti di loro se ne beavano) di strumenti come i GIS, che in realtà esistevano già da decenni, ma che per la maggior parte dei professionisti del territorio (italiani) erano complicati software le cui funzionalità erano quasi incomprensibili.

Il fatto è che un GIS senza dati è come un’auto senza carburante. E se un’auto non riesci a metterla in moto, molto difficilmente comprendi come funziona e come utilizzarla per i tuoi scopi.

Per tale apparentemente banale motivo, non credo di esagerare nell’affermare che questi “eletti” e presunti “early adopter”, che ingordamente facevano incetta di dati a destra e a manca, e stupidamente li tenevano gelosamente custoditi nei loro hard disk portatili, hanno non poco ostacolato proprio una maggiore e più precoce diffusione dell’utilizzo dei GIS.

Lavorando con i GIS dal lontano 1994, io stesso ero tra questi “collezionisti” di dati con hard disk al seguito (inizialmente addirittura con astucci ricolmi di CD prima e DVD dopo), ma sin dall’inizio ero convinto che tenerli nascosti era un delitto. E questo sia perché spesso si trattava di dati realizzati con soldi pubblici, e dunque appartenenti di diritto ai contribuenti, sia perché sono sempre stato convinto che un bravo professionista non si misura da quanti terabyte di dati ha nel proprio hard disk, ma da come li utilizza.

Ma a tutto questo dobbiamo aggiungere l’ancora più bieco e deleterio atteggiamento di molti funzionari e dirigenti di enti pubblici detentori di quegli stessi dati, che hanno per molto tempo tenuto (e continuano tutt’ora) i dati “chiusi nel cassetto”, usandoli come strumento di potere.

Ma le cose stanno rapidamente cambiando, e molte amministrazioni pubbliche hanno capito che i dati nei loro cassetti vanno resi disponibili ai legittimi proprietari: i cittadini.

E nella nostra Regione cos’abbiamo?

La principale fonte di dati rimane la Regione Puglia, che già nel 1982 istituiva l’Ufficio Informatico e Servizio Cartografico, soppresso nel 2006 e il cui personale e funzioni sono confluiti nel Servizio Assetto del Territorio. La realizzazione e gestione del Sistema Informativo Territoriale regionale (SIT Puglia) è stato comunque demandato completamente a Innova Puglia SpA. E’ pertanto presso questo soggetto che è possibile reperire la gran parte dei dati di interesse regionale, tra i quali già dal 2009 molti dati di base.

Come alcuni di voi sapranno, dal 2010 lo Stato italiano ha recepito la Direttiva INSPIRE che istituisce una infrastruttura europea di dati territoriali, per maggiori approfondimenti a riguardo vi invito a leggere un mio articolo sul blog di Planetek. Tra le altre cose, ogni Stato membro dovrebbe istituire un Repertorio Nazionale dei Dati Territoriali (RNDT) che raccolga le metainformazioni, una sorta di carta di identità degli stessi dati. Quello italiano non è ancora accessibile al pubblico. Anche le Regioni dovrebbero a rigor di logica dotarsi di un catalogo del genere, nel quale si possano condurre operazioni di ricerca sia di tipo spaziale che basate su parole chiave per poter capire quali dati vi siano a disposizione. La Regione Puglia non è da meno, ma purtroppo il suo Reperto Regionale dei Dati Territoriali (RRDT) non è fruibile da cittadini, ma solo da utenti che siano riconosciuti da DigitPA.

Nonostante il SIT Puglia sia di fatto il punto di riferimento ufficiale riguardo i dati territoriali, alcuni Uffici e Servizi della Regione Puglia gestiscono in totale autonomia alcuni archivi di dati cartografici digitali, che pertanto non possono essere consultati sul SIT Puglia. Tra questi abbiamo l’Ufficio Parchi e Tutela della biodiversità e il Servizio Attività Estrattive.

E allora che dati ci sono a disposizione?

Era tempo che avevo intenzione di farlo, e finalmente mi sono deciso a mettere a disposizione di tutti la mia conoscenza dei dati detenuti (termine dal doppio significato) proprio dalle PA pugliesi, che a vario titolo gestiscono dati cartografici di ogni genere.

E’ per questo che ho creato su questo blog una apposita pagina, che rappresenta un vero e proprio compendio dei dati cartografici digitali gestiti dalle PA pugliesi, con informazioni sulla loro disponibilità e le modalità di accesso. Cercherò di tenerla costantemente aggiornata, ma sono più che bene accette da parte vostra segnalazioni di ulteriori dati disponibili, così come ogni suggerimento utile a rendere questo piccolo servizio sempre migliore.

La ricercabilità dei dati territoriali è dunque fondamentale per poterli rendere accessibili e utilizzabili. Vorrei anche citare il progetto Geoportale.it – realizzato da Planetek e al quale ho contribuito in maniera consistente – che già dal 2010 è una sorta di pagine gialle dei geodati italiani.

Non mi resta che augurare… molti dati a tutti!

Clicca qui per accedere al compendio
dei dati cartografici in Puglia

Il futuro geologico della Puglia


Finamente è stata promulgata la da noi tanto agognata L.R. 33/2009 “Tutela e valorizzazione del patrimonio geologico e speleologico”, a soli 3 mesi dalla sua scadenza. Si tratta ora di darle attuazione, affinchè non rimanga solo un’espressione di buone intenzioni da parte della Regione.

Il disegno di legge inziale, risalente a più i due anni fa, era volto semplicemente a rivedere la ormai obsoleta L.R. 32/1986 – abrogata infatti dalla stessa L.R. 33/2009 – che tutelava il solo patrimonio speleologico. Quando ero consulente dell’Ufficio Parchi della Regione Puglia mi fu chiesto di dare un parere proprio sul disegno di legge, e mi parve un’occasione imperdibile per poter estendere la tutela all’intero patrimonio geologico, includendo i geositi.

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Verso la tutela delle acque in Puglia


La Direttiva quadro in materia di acque (2000/60/CE) ha istituito i “Piani di Tutela delle Acque” (PTA) come strumenti finalizzati al raggiungimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici e più in generale alla protezione dell’intero sistema idrico superficiale e sotterraneo, obiettivi da raggiungere entro la fine del 2015.

Con questo articolo vorrei socializzare un tentativo – fatto un paio di anni fa – di riassumere i punti cardine del PTA, cercando di evidenziare le questioni peculiari riguardo le azioni e le misure di salvaguardia già in vigore dall’agosto del 2007, data della sua prima approvazione.

La Regione Puglia infatti, con DGR 883/2007 aveva già approvato il Progetto di PTA, elaborato con il supporto della SOGESID. Lo stesso provvedimento prevedeva che dal 18/08/2007 (30 gg dalla pubblicazione) e fino alla definitiva approvazione del Piano, tutti i soggetti pubblici e privati sono tenuti ad applicare quanto previsto dalle “Prime Misure di Salvaguardia”, che hanno carattere di prescrizione. Misure volte alla protezione urgente delle risorse idriche sotterranee, in uno stato di criticità estremo dovuto alle pressioni antropiche che hanno portato ad un loro generale depauperamento e alla salinizzazione della falda lungo le fasce costiere.

Il territorio sottoposto alle suddette misure di salvaguardia corrisponde a quasi la metà di quello regionale (Tavv. A e B del PTA), implicando notevoli limitazioni per moltissime attività che vi si svolgono.

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Geositi, una risorsa per la Puglia…


Negli ultimi anni sempre più numerosi soggetti attivi nell’ambito della geologia – tra questi la SIGEA – affermano come i geositi siano una opportunità unica per riuscire a connubiare le bellezze geologiche di cui è disseminata l’Italia, con la tutela del paesaggio e della natura. L’ostacolo maggiore è costituito senza dubbio dal fatto che – per le loro peculiari caratteristiche di singolarità – le particolarità geologiche sono note solo agli addetti ai lavori, e qui non parlo tanto di geologi in senso ampio, ma proprio di chi fa ricerca scientifica.

Il Pizzomunno a Vieste

Facciamo un esempio, per quanto banale possa sembrare. Il Pizzomunno di Vieste è certamente una delle attrattive turistiche maggiori del Gargano, col suo torreggiare in mezzo al mare… I turisti naturalmente non torneranno a casa senza farsi fotografare con il faraglione alle spalle, ma quasi certamente ignari di come si sia formata una simile spettacolare struttura. Per loro il Pizzomunno fa parte del paesaggio di Vieste esattamente come la Torre pendente fa parte del paesaggio di Piazza Duomo a Pisa.

E qui sta il “problema”. Un bosco, una laguna, una spiaggia con vegetazione naturale e dune ancora intatte, sono emergenze naturali delle quali facilmente e immediatamente chiunque riesce ad apprezzarne la bellezza, la naturalità stessa.

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