Fonti rinnovabili, basteranno delle linee guida?


L’altro ieri è stato emanato il Decreto 10 settembre 2010 del Ministero dello Sviluppo Economico (ad interim ancora nelle mani del Presidente del Consiglio) dal titolo “Linee guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili”, che tenta di fare un po’ d’ordine nel caos che regna sulle energie rinnovabili in Italia, da un lato acclamate come unico viatico per raggiungere gli obiettivi del Protocollo di Kyoto e salvare il nostro pianeta, dall’altro come fonte di speculazioni sui lauti finanziamenti elargiti dai governi nazionali ed europeo, nonché responsabili di distruzione del paesaggio e dell’avifauna (essenzialmente fotovoltaico ed eolico).

Su questo blog ce ne siamo occupati a più riprese, cercando di fornire il maggior numero di elementi e informazioni affinché chiunque possa farsi un’idea autonoma, critica e soprattutto consapevole riguardo i pro e i contro dell’energia da fonti rinnovabili.

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Chi ha paura dell’eolico?


Forse concederei solo al romantico Don Chisciotte di avere ancora paura delle pale, sebbene si trattasse di mulini a vento… Oggi è invece necessario prendere decisioni rapide per trovare alternative ai combustibili fossili, immaginare strategie a medio e lungo termine per spostare il più velocemente possibile la produzione di energia dalle fonti energetiche a quelle rinnovabili (vento, sole, acqua). E qualcuno dice anche il nucleare, inutile far finta di niente. Avere paura dell’eolico, dunque, a chi serve davvero? La vicenda del parco eolico off-shore denominato “Sky Saver”, proposto dalla Blue H a 20 km dalla costa di Tricase nel Canale d’Otranto, dimostra il paradosso che si viene a creare sempre più spesso nella comunità ambientalista. Da un lato tutti si dichiarano a favore della diffusione delle energie rinnovabili, dall’altro molti entrano in allarme ogni volta che qualcuno propone la realizzazione di un parco eolico o di un campo fotovoltaico. Per fortuna, sopra tutto c’è sempre un processo di valutazione degli impatti sull’ambiente, sugli ecosistemi e sulle specie protette, e dunque procedure di VIA e Valutazione di Incidenza. E al di là di VIA e VI, spesso manca la regolamentazione per l’ubicazione e la realizzazione degli impianti. La vicenda della Regione Puglia proprio sull’eolico (s’è fatta un pò di confusione sui regolamenti che sono stati emanati in tempi successivi, creando un notevole scompiglio burocratico), lo dimostra. Come pure la totale mancanza di strumenti di pianificazione per il fotovoltaico. Ma il caso di “Sky Saver” è diventata una questione davvero emblematica di quanto detto. Da un lato Italia Nostra accusa la Regione Puglia di avere “illegalmente” dato parere favorevole alla realizzazione, dall’altro la Legambiente pugliese afferma che i “cugini” sbagliano nell’opporsi “senza se e senza ma” al progetto, invitando “Italia Nostra a rivedere posizioni che rischiano di gettare un’ombra conservatrice e retriva su tutto il movimento ambientalista”. Le maggiori obiezioni alla realizzazione di parchi eolici derivano dal fatto che i rotori siano una grave minaccia per l’avifauna, e nel caso di Sky Saver Italia Nostra afferma che i 24 aerogeneratori costituirebbero un pericolo per le specie migratorie che seguono le rotte del Canale d’Otranto. Per chi fosse interessato, potete scaricare la documentazione tecnica, liberamente consultabile.

Il modello in 3D del parco eolico

Insomma la questione è davvero spinosa, e io ho provato a fornire qualche elemento in più alla discussione, creando un modello in 3D del parco eolico con Google Sketchup, e collocandolo opportunamente (le coordinate delle torri le ho recuperate proprio dalla documentazione tecnica) a 20 km dalla costa idruntina. Il parco è costituito da 24 aerogeneratori, 12 da 2,5MW (altezza al mozzo 43m e rotore 60m diametro per un’altezza totale di circa 73m) e altri 12 da 5MW (altezza al mozzo 75m e rotore 120m diametro per un’altezza totale di circa 135m), organizzati in 4 file distanziate tra loro da 1000 metri, costituite da 6 torri distanti circa 690 metri l’una dall’altra. Il risultato lo vedete nel video qua sotto, ma vi consiglio di scaricare il file kmz visualizzabile in Google Earth. Con esso potrete fare un breve tour del parco eolico e verificarne l’impatto paesaggistico dalla costa. Praticamente nullo, perchè le torri, da 20 km di distanza appena si scorgeranno, in giornate terse e limpide. Purtroppo non sono riuscito a reperire mappe che mostrino rotte degli uccelli migratori che attraversano il Canale d’Otranto, per cui mancano elementi certi sui quali poter fondare sia ipotesi a favore che contro il fatto che il parco eolico possa costituire una minaccia per l’avifauna. Resta il fatto, a mio avviso, che tutte le posizioni vadano sempre e comunque sostenute con argomenti e notizie certe e affidabili. Gridare al lupo, così come dare rassicurazioni a tutti i costi, sono atteggiamenti che non contribuiscono a formare un’opinione comune attenta e consapevole. Ognuno di noi deve dare il proprio piccolo contributo per costruire la conoscenza.